Chiamaci

Chiamaci

Chiamaci

Chiamaci

  • Cos’è il processo civile? +

    In breve possiamo affermare che il processo civile è quello strumento messo a disposizione dall’Ordinamento per risolvere le “liti” tra cittadini.
  • Come si inizia un processo civile? +

    Il processo si attiva su impulso di una parte che, mediante apposito atto (citazione o ricorso), indica quali sono le proprie rivendicazioni, formulando apposite richieste all’Autorità Giudiziaria che dovrà decidere.
  • È vero che il Giudice di Pace tratta le cause più semplici, mentre il Tribunale si occupa delle questioni più complesse? +

    No. Le regole per la competenza non fanno distinzione tra cause “semplici” e cause “complesse”. La differenza è fatta in base al valore delle richieste oppure ripartita tra GdP e Tribunale in base a specifiche materie. L’art. 7 del codice di procedura civile dispone che “il Giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a 5.000,00 euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice”. Il Giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e natanti purché il valore della controversia non superi 20.000,00 euro. Inoltre, a prescindere dal valore della causa, è competente in alcune materie attribuitegli espressamente. Trattasi, in particolare, delle cause relative ad apposizioni di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento di alberi e siepi, delle cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei servizi di condominio di case ed infine di quelle attinenti i rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità.
  • Quanto costa una causa civile? +

    Lo Studio legale Melillo di Foggia fornisce al cliente il preventivo dei compensi facendo riferimento ai parametri previsti dal Decreto del Ministero della Giustizia n. 55/2014 (pubblicato nella G.U. n.77 del 2 aprile 2014) e proponendo modalità di pagamento adeguate al tipo di procedura ed alle esigenze del cliente stesso.
  • Quali sono i possibili esiti di una causa civile? +

    Il Giudice può accogliere, così come respingere, tutte le richieste formulate. Può inoltre accogliere o respingere PARZIALMENTE le domande svolte. La regolazione delle spese di lite segue generalmente l’esito della causa e pertanto potremmo avere: sentenza di pieno accoglimento con condanna alla controparte di pagamento delle spese di litesentenza di pieno rigetto, con condanna al pagamento delle spesesentenza di parziale accoglimento (o parziale rigetto), con regolazione delle spese frazionata tra le parti in ragione della parziale soccombenza.
  • Che garanzie di vittoria esistono? +

    L’avvocato non può fornire nessun tipo di garanzia di vittoria al proprio assistito. Per questo motivo, nell’impostazione di una causa, è bene conoscere sempre quali sono i possibili esiti – anche da un punto di vista economico.
  • In caso di vittoria si recuperano tutte le spese sostenute? +

    La risposta a questa domanda è complessa. In linea teorica e di principio l’Ordinamento prevede che tutti i costi (comprese le parcelle degli avvocati) siano posti a carico della parte soccombente. Può tuttavia accadere che il Giudice, in presenza di determinate condizioni – ritenga opportuna la cosiddetta “compensazione” delle spese. Ciò comporta che, pur in caso di vittoria – o di parziale vittoria – ciascuna parte si faccia carico delle spese sostenute nel proprio interesse. Il quadro cambia all’atto pratico, soprattutto quando la controparte, seppur condannata alla refusione delle spese, sia di fatto insolvente.
  • Perché bisogna “pagare” per poter fare una causa? +

    L’Ordinamento, anche al fine di prevenire inutili contenziosi, con conseguente sovraccarico ed intasamento dei Tribunali pone, a carico di chi agisce in giudizio alcuni oneri. Tali oneri sono sostanzialmente il pagamento del Contributo Unificato, ovvero una somma di denaro calcolata in base al valore della causa, e l’imposta di bollo, ovvero una marca fissa di importo pari ad € 27,00. Tali esborsi consentono alla macchina della giustizia di sostenersi e vengono generalmente posti a carico della parte soccombente all’esito del giudizio.
  • Quanto dura un processo civile? +

    È molto difficile prevedere la durata di un processo. Infatti se pure il codice di procedura civile delinea un iter processuale “standard ” con propri tempi ed udienze è possibile che lo stesso venga dilatato a causa di rinvii processuali per tentare una conciliazione fra le parti, o per consentire al CTU, ove ne sia stato richiesto l’intervento, di redigere la propria relazione. Ancora, la fase istruttoria, vero e proprio cuore del processo, può essere breve o pressoché inesistente, se la causa è basta solo su prove documentali, o molto lunga se ci sono numerosi testi da sentire. Ad ogni modo, mediamente, un processo in primo grado dura tra i due ed i quattro anni. Per questo, se possibile, è opportuno valutare la possibilità di una soluzione transattiva. Per quanto riguarda la fase di Appello, le tempistiche dipendono quasi esclusivamente dal carico di lavoro dell’autorità giudiziaria competente.
  • Ci sono delle regole a cui gli avvocati, nello svolgere la propria professione, devono attenersi? +

    Esiste un codice deontologico che stabilisce le regole a cui avvocati e praticanti devono attenersi nella loro attività, nei loro reciproci rapporti e nei confronti di terzi. La violazione delle norme del codice deontologico può comportare l’applicazione di sanzioni disciplinari.
  • L’avvocato ha un dovere di informazione nei confronti del proprio assistito? +

    L’art. 40 del codice deontologico stabilisce che “l’avvocato è tenuto ad informare chiaramente il proprio assistito all’atto dell’incarico delle caratteristiche e dell’importanza della controversia o delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzioni possibili. L’avvocato è tenuto altresì ad informare il proprio assistito sullo svolgimento del mandato affidatogli, quando lo reputi opportuno e ogni qualvolta l’assistito ne faccia richiesta. Se richiesto è obbligo dell’avvocato a informare la parte assistita sulle previsioni di massima inerenti alla durata e ai costi presumibili del processo”.
  • Si può stare in giudizio senza l’assistenza di un avvocato? +

    Solo nelle cause davanti al giudice di pace il cui valore non eccede 1.100,00 euro e nelle cause di lavoro il cui valore non eccede 129,11 euro. Inoltre, possono stare in giudizio personalmente nei procedimenti di separazione consensuale. In tutti gli altri casi occorre farsi rappresentare da un legale.

Risarcimento Colpa Medica

Zero spese - Anticipiamo noi per te
Nessuna connessione internet