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Errore medico: ecco le nuove regole

La medicina, nonostante i continui passi avanti supportati dalla ricerca e dalla tecnologia non può essere considerata una scienza infallibile. Certo i successi in questo campo sono molti, tanto che episodi di malasanità ci sembrano l'eccezione alla regola ma in realtà i casi di complicanze sono sempre in agguato anche se non sempre dietro di essi c’è una responsabilità medica diretta. Ma quando l’errore medico viene accertato e con esso il danno causato al paziente e il conseguente peggioramento delle sue condizioni di salute, si può procedere alla richiesta di risarcimento per negligenza medica.

Nel marzo del 2017 è stata approvata la Legge Gelli, la prima legge sulla responsabilità sanitaria che consta di 18 articoli che definiscono le regole da seguire quando un paziente vuole chiedere un risarcimento dovuto ad un errore medico. È di certo una grande conquista per il paziente avere a disposizione un quadro normativo unitario dato che fino a questo momento i giudici hanno interpretato le norme ordinarie prendendo direzioni spesso opposte.

Cosa fare se si è stati vittima di errore medico

Di fronte ad un errore medico, molto spesso il paziente si trova disorientato: non sa bene come procedere, si sente demotivato e la maggior parte delle volte rinuncia a imprendere un'azione legale che gli permetterebbe ottenere un risarcimento per il danno dovuto alla negligenza medica.

Il primo consiglio che vi diamo è di non demordere. In secondo luogo, seguite questi semplici passi.

  • Approfondite la vostra condizione di salute e recuperate tutti i documenti relativi al presunto caso di malasanità. Il vostro medico di base vi aiuterà a capire se il vostro sospetto è quantomeno fondato. Dopodiché richiedete alla struttura sanitaria che vi ha avuto in cura la vostra cartella clinica, ha l'obbligo di rilasciarvela entro 7 giorni dalla richiesta; se servono integrazioni il tempo di consegna potrà aumentare a 30 giorni.
  • Cercate un avvocato esperto in materia cioè specializzato in diritto sanitario. Sarà lui che si muoverà per voi cercando un medico legale che, prima di tutto, avrà il compito di effettuare una perizia, che valuterà l'origine e il danno che il presunto errore medico ha causato al vostro stato di salute.
  • Molti sono restii a ricorrere subito ad un avvocato rivolgendosi direttamente ad un medico legale. Ma se siete sicuri che alla radice del vostro malessere c'è un caso di negligenza medica, sarà opportuno sin dall'inizio affidarsi ad un legale specializzato perché con lui al vostro fianco potrete tentare un accordo. Infatti, dopo una consulenza tecnica preventiva, un professionista sanitario farà una valutazione medica e proporrà l’accordo dinanzi a un giudice. La sua perizia ha la validità di una prova se si va in causa. Le parti sono obbligate a presentarsi. Oppure si può richiedere una mediazione, procedura alternativa più informale. Il mediatore propone l'accordo sulla base di eventuali perizie delle parti.

A questo punto si aprono due strade. La strada della conciliazione, ossia si cerca un accordo tra il medico, la struttura e paziente. Si hanno sei mesi di tempo per intraprendere questa via altrimenti si andrà in causa. L'altra strada che si profila è quella della causa per risarcimento. Se fatta contro il medico o il personale ospedaliero, spetta al paziente provare con una perizia che c’è stato l’errore medico alla base del tuo stato di salute danneggiato. Se fatta contro l’ospedale o il medico privato, spetta agli accusati dimostrare con le loro prove di non aver c alcun errore.

Risarcimento del danno per errore medico: cosa dice la legge

Generalmente, quello che la legge Gelli si propone è rendere più facile ottenere il risarcimento da parte delle strutture sanitarie invece che dai medici o dagli operatori sanitari coinvolti nell'errore medico. Far valere i propri diritti con gli ospedali, infatti, è molto più semplice perché il paziente ha più tempo per far valere le sue ragioni (possono trascorrere fino a dieci anni dal danno subìto) e ha un onere della prova più leggero: basta solo dimostrare di aver subìto un danno alla salute, ovviamente apportando tutti i documenti necessari di cui abbiamo parlato poc'anzi. Sarà poi la struttura a dover comprovare di non aver causato quel danno nel paziente.  Nel caso di una richiesta di risarcimento al medico di una struttura sanitaria, invece, le cose cambiano: si ha la metà del tempo per farsi valere (5 anni) e inoltre, la prova è totalmente a carico del paziente, che non solo dovrà provare il danno di salute subìto ma anche il fatto che sia stato causato da un errore medico.

Lo scopo della legge Gelli, in definitiva, è di far lavorare più serenamente i medici e di contenere il fenomeno della cosiddetta “medicina difensiva”: il dottore ha paura di essere denunciato e quindi evita interventi rischiosi, seppur necessari; o prescrive esami inutili solo per tutelarsi di più, ma generando uno spreco di dieci miliardi di euro all’anno per il servizio sanitario.

Risarcimento Colpa Medica

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